lL SEGNO DI MAGNUS – Da Alan Ford a Tex
Presentata alla stampa la mostra sull’indiscusso maestro che ha fatto la storia del fumetto italiano

Inaugurazione sabato 5 aprile alle 18.30 al Palazzo del Fumetto di Pordenone

Il segno di Magnus. Da Alan Ford a Tex è la nuova mostra del Palazzo del Fumetto di Pordenone, la più grande mai realizzata sul lavoro di Magnus, uno dei maggiori esponenti italiani della Nona Arte, curata da Michele Masini, Luca Baldazzi e Giovanni Nahmias.

In un allestimento unico e ricercato, che valorizza le opere in mostra, è possibile ammirare quasi 600 tavole originali provenienti da collezioni private, un compendio significativo e rappresentativo della vasta produzione di Magnus, che fa di questa esposizione una delle più complete realizzate al mondo su questo autore. Tra le tavole in mostra spiccano i 224 originali della storia di Tex La valle del terrore, nota come Il Texone di Magnus, per la prima volta in assoluto esposta in versione integrale.

Inaugurazione sabato 5 aprile ore 18.30.

La mostra è visitabile fino a domenica 12 ottobre negli orari di apertura di giovedì e venerdì, dalle 15.00 alle 20.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00.

IL PERCORSO ESPOSITIVO.
La mostra racconta tutto il suo percorso artistico: dai lavori realizzati negli anni Sessanta in coppia con lo sceneggiatore Luciano Secchi, alias Max Bunker (i “neri” Kriminal e Satanik, il satirico Maxmagnus, il popolarissimo Alan Ford), ai personaggi creati e disegnati in proprio come Lo Sconosciuto, nato esattamente cinquant’anni fa, fino alle storie nelle quali riversò e incrociò le sue passioni per la fantascienza, per le culture e le filosofie orientali (I Briganti, Milady, Le femmine incantate).

La mostra non vuole essere una retrospettiva ma, al contrario, una fresca occasione di scoperta di un artista consegnato alla contemporaneità da opere mirabili e senza tempo.

Un viaggio emozionante, che ha per filo conduttore il segno.

Da autentico “viandante” – come egli stesso si definiva – Magnus visse la sua opera come una ricerca continua, sia artistica sia esistenziale, in un cammino sospeso tra l’ideale della bellezza e il confronto costante con le asprezze della realtà.

Le sezioni in cui è organizzata la mostra ben rappresentano la vasta produzione artistica nelle quali sono poste ben in evidenza i generi più diversi in cui l’autore si è dedicato: il noir e il comico-grottesco, la spy-story e l’avventura, il giallo e la fantascienza, il fumetto giornalistico “di realtà” e la favola orientale, l’esotico, l’erotico, il folklore dell’Appennino emiliano e il western….

Li seppe di volta in volta reinterpretare con altrettanta poliedricità di stili grafici, ma con una fortissima impronta personale che emerge nitida e resta sempre riconoscibile malgrado i frequenti cambi di rotta.

IL TEXONE.
Il Palazzo del Fumetto espone, per la prima volta al mondo, la sequenza completa delle tavole originali della storia di Tex La valle del terrore, più conosciuta come il Texone di Magnus. In un intero piano della mostra, le 224 tavole originali dell’immensa sua ultima fatica si snodano in un percorso immersivo e coinvolgente. L’autore dedicò a quest’opera gli ultimi sette anni di vita e fu pubblicata postuma nel maggio 1996 dall’editore Sergio Bonelli. Gli originali di questa avventura western, oggetto di culto tra gli appassionati della Nona Arte, non sono mai stati esposti prima d’ora: accompagnati da studi preparatori, bozzetti, sketch e appunti di lavorazione, sono una testimonianza preziosa e unica del lavoro di Magnus e dell’incontro di uno dei maestri più noti e amati con l’eroe più popolare e conosciuto del fumetto italiano.

A questa inedita esposizione si aggiunge un altro eccezionale ritrovamento: in occasione del lavoro di ricerca effettuata dai curatori per la preparazione della mostra, è stata ritrovata negli archivi della Bonelli la sceneggiatura originale di Claudio Nizzi con le annotazioni e gli interventi di Magnus, qui per la prima volta esposta insieme al Texone.

IL CATALOGO.
Alla mostra si accompagna il catalogo, di 128 pagine, che ne approfondisce i contenuti e riproduce le opere esposte seguendo il percorso espositivo. Il catalogo rappresenta un prodotto editoriale originale del Palazzo del Fumetto proposto per ogni esposizione, un oggetto da collezione arricchito da contributi eccellenti di esperti, appassionati e studiosi del fenomeno Magnus. In apertura, gli approfondimenti sono affidati al presidente del Palazzo del Fumetto Marco Dabbà e al direttore artistico Luca Raffaelli. Successivamente, intervengono i curatori Luca Baldazzi, Michele Masini e Giovanni Nahmias e altri nomi autorevoli quali Fabio Gadducci, esperto di fumetto e letteratura popolare, Andrea Plazzi, traduttore, saggista, editor e coordinatore del progetto Comics and Science, Giulio C. Cuccolini, critico, saggista, apparso nel film “Ho conosciuto Magnus” (2016), e Graziano Frediani, redattore della Sergio Bonelli editore.

BIOGRAFIA.
Magnus, nome d’arte di Roberto Raviola, nasce a Bologna il 31 maggio 1939. Compie gli studi superiori al Liceo Artistico e si iscrive poi al corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si laurea nel 1961, proseguendo per altri due anni con il corso di Decorazione. Frequenta gli ambienti della Goliardia bolognese, in particolare la “Balla dell’Oca”. Insegna disegno per brevi periodi in scuole medie e licei, e fa le prime esperienze nel mondo del teatro come scenografo per varie compagnie bolognesi. Per un breve periodo lavora come grafico pubblicitario per l’azienda Gazzoni. Si dedica poi all’illustrazione per bambini e ragazzi, realizzando copertine e disegni per diversi libri della casa editrice Malipiero.

Alla fine del 1963 Raviola intraprende con decisione la strada del fumetto, sua grande passione coltivata fin dall’infanzia: va a Milano e si presenta all’Editoriale Corno, dove incontra lo sceneggiatore Luciano Secchi (in arte Max Bunker), con il quale nascerà uno storico sodalizio.

Nel 1964, con i testi di Bunker e i disegni di Magnus, esce nelle edicole il primo numero dell’albo Kriminal: un successo che, seguito poco dopo dalle avventure di Satanik, diventa vero e proprio fenomeno di costume e lancia il boom dei “fumetti neri” italiani. Con Max Bunker, Magnus realizza anche le serie di albi di Dennis Cobb Agente SS018 e della fantascientifica Gesebel, e la striscia satirica Maxmagnus, ambientata in un immaginario Medioevo. Ma la definitiva consacrazione arriva nel 1969 con l’uscita di Alan Ford, popolarissima serie umoristica che narra con toni brillanti e grotteschi le avventure del gruppo TNT, improbabile e sgangherata banda di agenti segreti.

Alla fine del 1973, dopo dieci anni di lavoro a ritmi sostenutissimi, Magnus interrompe il rapporto con Max Bunker e approda alla casa editrice Edifumetto di Renzo Barbieri. Dopo alcuni albi disegnati su testi altrui, realizza finalmente nel 1975 le sue aspirazioni di autore completo scrivendo e disegnando il primo ciclo di storie de Lo Sconosciuto: avventure noir di un anti-eroe ex mercenario, amatissimo dal pubblico e dalla critica, che Magnus porterà avanti lungo tutta la sua carriera in diversi formati editoriali.

Nel 1977, insieme a Giovanni Romanini, Magnus crea poi la serie umoristica di ambientazione medievale La Compagnia della Forca. Nel 1978 inizia la saga de I Briganti, frutto del suo crescente interesse per le culture orientali: è la rilettura del romanzo trecentesco cinese Storia in riva all’acqua, con l’aggiunta di elementi fantascientifici ispirati a classici del fumetto come Flash Gordon e l’italiano Saturno contro la Terra.

Dopo la storia horror Vendetta Macumba, è la volta nel 1980 della saga di fantascienza Milady nel 3000, che gli apre anche le porte del mercato francese (viene pubblicata sulla celebre rivista Métal Hurlant). Nel 1981 esce il primo albo di Necron, che segna una nuova, imprevedibile svolta nella sua produzione: Magnus si dedica a un fumetto horror dalle tematiche spesso scabrose, nel quale però la caratterizzazione umoristica e il disegno in una elegante “linea chiara” alleggeriscono e sdrammatizzano i contenuti. Sempre in cerca di nuovi territori, collabora poi nel 1982 con Frigidaire, rivista cult delle nuove generazioni, pubblicando il racconto Socrate’s count-down.

Le letture dei classici della tradizione letteraria d’Oriente gli ispirano altre due importanti opere: il romanzo a fumetti Le 110 pillole (1985) e il suggestivo ciclo di racconti Le femmine incantate (1987). Sempre nel 1987, sulla rivista “2000 Incontri” curata da Renzo Renzi, Magnus pubblica una serie di illustrazioni per il racconto a puntate Sarti Antonio e il malato immaginario del noto giallista bolognese Loriano Macchiavelli.

Di ambientazione ancora diversa sono Le avventure di Giuseppe Pignata, iniziate nel 1989: un altro romanzo storico, con un protagonista italiano in fuga dall’Inquisizione romana alla fine del Seicento. Qui Magnus si limita alla sceneggiatura e affida le matite all’amico e allievo bolognese Sergio Tisselli.

Gli ultimi sette anni della sua vita li dedicherà principalmente, infatti, a un’unica impresa: mettersi “al servizio” di Tex, l’eroe popolare per eccellenza del fumetto italiano. Trasferitosi a Castel del Rio, lavora all’albo gigante La valle del terrore (noto agli appassionati come il “Texone”), un classico western con sfumature gotiche, scritto da Claudio Nizzi e disegnato da Magnus con attenzione maniacale a ogni dettaglio, sia nella documentazione sia sotto l’aspetto della resa grafica di personaggi, ambienti e paesaggi. È il suo canto del cigno: già malato da qualche tempo, l’artista muore il 5 febbraio 1996, poco dopo aver consegnato all’editore Sergio Bonelli l’ultima delle 224 tavole del suo Tex.

VIRGOLETTATI.
“La mostra raccoglie un corpus ampio e articolato della sterminata produzione di Magnus, che abbraccia un vastissimo arco temporale (dalla metà degli anni ’50 alla metà degli anni ’90), dai primi ingenui lavori giovanili alla sua opera monstre bonelliana: il Texone. Arco temporale segnato da profondi cambiamenti socioculturali che si sono inevitabilmente riflessi nella produzione di uno dei più attenti, poliedrici e sensibili autori di fumetto che il nostro Paese, ma non solo, abbia mai espresso. Lasciatevi allora prendere per mano dal Viandante, come si autodefinì lo stesso Magnus, fatevi condurre da lui al cospetto della sua arte, seguite il suo segno, ma soprattutto non ponetevi limiti nel viaggiare fra le sue opere, muovendovi liberamente fra le sezioni in cui è concepita la mostra, per ripercorrerle, soffermarvi su taluni particolari, curiosare”.

I curatori Michele Masini, Luca Baldazzi e Giovanni Nahmias
“Realizzare questa iniziativa al Palazzo del Fumetto di Pordenone è un grande onore ma anche una grande responsabilità per il posto che Roberto Raviola occupa nella storia del fumetto italiano. L’onda lunga della sua influenza lo rende un autore seminale nel panorama del fumetto e, credo, anche lui ne fosse consapevole. La sua cura, l’attenzione posta nel suo lavoro, l’autocritica continua hanno fatto sì che la sua figura sia stata e sia ancora oggi percepita come quella di un vero maestro”.

Marco Dabbà, Presidente Palazzo del Fumetto
“I primi fumetti di Magnus, Kriminal, Satanik, Alan Ford e altri, sono frutto della collaborazione con Max Bunker e realizzati dal 1964 per undici anni a ritmi forsennati. L’ultimo, il Texone, è il rovescio della medaglia: sette anni per 224 tavole cesellate minuziosamente. Tra questi due estremi il percorso di un artista che ha cercato attraverso il fumetto un progetto di vita e di ricerca. Questa mostra vuole offrire ai visitatori la grandezza di un artista unico che ha saputo disegnare il proprio destino”.

Luca Raffaelli, Direttore Artistico Palazzo del Fumetto
comunicato stampa