Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses i protagonisti
Filumena Marturano a San Vito al Tagliamento
La regia dello spettacolo è della cineasta Liliana Cavani
SAN VITO AL TAGLIAMENTO – AUDITORIUM CENTRO CIVICO
Mercoledì 14 novembre – ore 20.45

San Vito al Tagliamento – Dopo il debutto da tutto esaurito a Sacile, ritorna nel pordenonese Filumena Marturano, una delle commedie più conosciute di Eduardo De Filippo. All’Auditorium Centro Civico di San Vito al Tagliamento – nella stagione promossa da ERT e Comune – andrà in scena l’allestimento della regista Liliana Cavani, affidato all’interpretazione di Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses, allievo prediletto del grande Eduardo. L’appuntamento è per mercoledì 14 novembre alle 20.45. Sul palco del teatro sanvitese, assieme a D’Abbraccio e Gleijeses, saliranno anche Nunzia Schiano, Mimmo Mignemi, Gregorio De Paola, Elisabetta Mirra, Ilenia Oliviero, Agostino Pannone, Fabio Pappacena ed Eduardo Scarpetta.
Filumena Marturano è la commedia di Eduardo più rappresentata all’estero e vanta anche due versioni cinematografiche: la prima del 1951, per la regia dello stesso Eduardo, la seconda del 1965, intitolata Matrimonio all’Italiana, con Vittorio De Sica, Sophia Loren e Marcello Mastroianni.
La storia è quella di Filumena e Domenico Soriano: lei è caparbia, accorta, ostinata contro tutto e tutti nel perseguire la propria visione del mondo, con un passato di lotte e tristezze, decisa a difendere fino in fondo la vita e il destino dei suoi figli. Lui è un borghese, figlio di un ricco pasticciere, “campatore”, amante e proprietario di cavalli da corsa, un po’ fiaccato dagli anni che passano e dalla malinconia dei ricordi, stretto in una morsa dalla donna che ora lo tiene in pugno e a cui si ribella con tutte le sue forze. Ma è soprattutto la storia di un grande amore.
La commedia portava al pubblico il tema, scottante in quegli anni, dei diritti dei figli illegittimi. Il 23 aprile 1947, infatti, l’Assemblea Costituente approvò l’articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare anche i figli nati fuori dal matrimonio, mentre otto anni più tardi, nel febbraio del 1955, venne approvata la legge che abolì l’uso dell’espressione “figlio di N.N.”.
Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it e chiamando il Punto IAT di San Vito al Tagliamento (0434 80251).

comunicato stampa