IL SOROPTIMIST CLUB DI PORDENONE ASSEGNA A JULIA MARCHI PORDENONESE, CAVALIERE DELLA REPUBBLICA, PRESIDENTE REGIONALE DELL’ASSOCIAZIONE FAMIGLIE DEI CADUTI E DISPERSI IN GUERRA IL PREMIO DONNA MAIOR 2018

PER L’IMPEGNO DI UNA VITA NEL SOSTEGNO DELLE VEDOVE E DEGLI ORFANI VITTIME DI TUTTI I CONFLITTI E PER L’INFATICABILE ATTIVITA’ CHE PORTA AVANTI CON L’OBIETTIVO DI MANTENERE VIVI IL VALORE DELLA PACE, LA CONDANNA DELLA GUERRA E L’AMORE PER LA PATRIA

GIOVEDI’ 4 OTTOBRE, A PALAZZO MANTICA DI PORDENONE, LA CERIMONIA DI CONSEGNA

Il Soroptimist International club di Pordenone, presieduto da Carla Panizzi, ha deciso di assegnare il Premio Donna Maior 2018 a Julia Marchi, pordenonese, Cavaliere della Repubblica (nominata dal Presidente Sergio Mattarella il 2 giugno 2017). Nella ricorrenza del centenario della prima guerra mondiale, il Premio con cui il Soroptimist club celebra ogni due anni una personalità femminile della provincia di Pordenone “che con tenacia, impegno e qualità si sia distinta in qualsivoglia campo dell’attività umana”, viene attribuito a Julia Marchi, con la seguente motivazione: “Per aver dedicato tutta la sua vita, nel ricordo del padre caduto nella campagna di Russia, a mantenere viva la memoria di tutti i caduti e dispersi in guerra e del sacrificio e delle sofferenze di madri, vedove e orfani. E per essersi adoperata a trasmettere alla nuove generazioni il valore della patria, della libertà e della pace”.

JULIA MARCHI CAVICCHI, pordenonese, ha 76 anni. Suo padre Romolo fu una gloriosa figura di alpino della Divisione Julia, caduto nella tragica campagna di Russia, a Nikolajewka sul Don, il 26 gennaio 1943. Il suo corpo non fu mai recuperato e non trovò sepoltura. Julia,che porta il nome della Divisione Alpina della quale il padre faceva parte, aveva 7 anni quando ricevette la medaglia d’argento al valore militare alla memoria del padre, durante l’adunata nazionale della Divisione Alpina Julia a Pordenone, nel 1949

Sposata, tre figli, ha dedicato tutta la sua vita a mantenere vivo il ricordo dei Caduti, si è adoperata per le vedove e gli orfani di tutte le guerre, sostenendoli con un aiuto morale e materiale. In particolare si è spesa per favorire l’educazione e il futuro degli orfani, per dare assistenza nelle pratiche per le pensioni, assegnazioni, sussidi, previdenze pubbliche e private. Numerosi sono i suoi interventi nelle scuole per mantenere vivi il valore della pace e la condanna della guerra, l’amore per la Patria e per ricordare il sacrificio di chi dalla guerra non è più tornato.

Dal 1970 Julia Marchi è madrina del gruppo Pordenone Centro degli Alpini, dal 1997 è presidente provinciale della Associazione famiglie dei caduti e dispersi in guerra e dal 2014 ne è anche presidente regionale.

IL PREMIO DONNA MAIOR

Il Premio Donna Maior del Soroptimist International Club di Pordenone viene assegnato ogni due anni a una personalità femminile della provincia di Pordenone, del presente o del passato, che con tenacia, impegno e qualità si sia distinta in qualsivoglia campo dell’attività umana: economico, culturale, scolastico, artistico, sociale, politico, contribuendo alla crescita del territorio, nel rispetto dei valori e delle finalità del Soroptimist.

Dal 1993, anno in cui è stato istituito per festeggiare il ventennale della costituzione del Club di Pordenone, è stato assegnato a (1993) Pia Tallon Baschiera, musicista e mecenate, (1995) Silvia Zennari scienziata (alla memoria), (1997) Maria Piaia missionaria laica (1997), (2000) Teresina Degan preside, studiosa, scrittrice, (2002) Diletta Palazzetti, imprenditrice, mecenate, (2004) Fabrizia Marchi Cirielli, volontariato sociale, (2006) Caterina Furlan, preside di facoltà e saggista di storia dell’arte, (2008) Marinella Ambrosio, docente e responsabile Comitato italiano paralimpico regionale, (2010) Silvia Franceschi, epidemiologa, ricercatrice scientifica per l’intensa opera svolta in Italia e all’estero in particolare a favore della salute della donna, (2012) Adina Adami e Lucia Tumiotto (alla memoria) per il ruolo sociale educativo svolto nel primo asilo cittadino negli anni 1907-1980, Cristina Savi (2014), giornalista che ha saputo coniugare all’attività lavorativa l’attenzione alle dinamiche sociali del nostro tempo, con una forte vocazione alla solidarietà, Maria De Stefano (2016) fondatrice dell’associazione Voce Donna, per l’impegno trentennale a favore delle donne e dei loro figli vittime di violenza.

Comunicato Stampa