Sala non gremita, peccato. Perché si respira proprio il tema della 12a edizione del Piccolo OperaFestival del Friuli Venezia Giulia.
Apre la conferenza il dott. Morandini presidente della Fondazione Friuli. Sottolinea come quella di quest’anno sia veramente l’edizione della gioia “che è quello che proviamo per questo progetto!”.
Inizia, subito dopo, il gradito monologo di Gabriele Ribis, direttore artistico e noto  “baritono benemerito” appellativo donatogli dal Presidente Morandini, (ndr con una piccola gag sull’uso o meno del microfono vista la sua voce molto presente) che si sviluppa sui concetti per cui è nato il Piccolo OperaFestival FVG, dedicato alle attività che qualificano la nostra regione nel mondo della musica lirica, dell’enogastronomia e del territorio. Portare sempre più persone ad apprezzare la qualità e l’accoglienza in una sinfonia musicale e dei posti nostri è un privilegio. Quest’anno l’intento è di farlo con “gioia”.
L’Associazione è orgogliosa dell’interesse e del sostegno della Fondazione Friuli, della Regione FVG e di tutti coloro che con il loro contributo finanziario rendono possibile la manifestazione, perché è ben conscia che questo consenso è sinonimo di una scelta dettata dalla qualità del progetto. Ribis si fa ambasciatore dei saluti dell’assessore regionale dott. Bini che non può essere presente alla conferenza stampa.
L’opportunità di incontro tra l’opera lirica, i luoghi e le maestranze regionali rende questo momento unico ed internazionale. La musica lirica è il nostro biglietto da visita all’estero ed è ciò che la comunità internazionale ama di più dell’Italia. Per questo il Festival è un evento di produzione, non di passività. Tutto ruota intorno al coinvolgimento delle risorse della nostra regione in unione con alcuni elementi importanti che comunque hanno trovato il Friuli una terra spettacolare e accogliente come poche al mondo.
A saldare ancor di più la manifestazione alla promozione turistica, ci sta la risposta del pubblico che con 600 prenotazioni di almeno 5 giorni di gruppi che o per la prima volta o che ritornano, consolidano il successo della manifestazione. La praticità di creare un’esperienza per far tornare il turismo, trova risposta in questi numeri che sono frutto anche di una programmazione anticipata degli eventi. Infatti per il prossimo anno sono già state confermate e superate le prenotazioni di quest’anno. Con una punta di orgoglio Ribis si sbilancia dicendo che il Piccolo OperaFestival FVG è un precursore del turismo musicale in regione.
Non manca di indicare che si cerca di lavorare anche per dare vita allo step mancante per tanti diplomati dei nostri conservatori che finito il conservatorio mancano di un proseguo che li possa far crescere senza dover andare all’estero.
Una breve ma intensa rappresentazione dal vivo di quella che sarà l’opera di apertura della manifestazione “l’Elisir d’amore” è stata eseguita in modo impeccabile da due giovani protagonisti della nostra regione Omar Kamata e Gaia Pellizzari, accompagnati da quello che sarà il direttore d’orchestra l’israeliano Omer Arieli, che dirigerà i Filarmonici Friulani nell’opera di Iorio, la conclamata ensemble formata da giovani e conterranei musicisti diplomati al conservatorio, emblema di quello spirito che può cambiare le cose, coinvolti in questa opera lirica insieme ai nostri attori. Anche l’Orchestra giovanile San Giusto di Trieste sarà presente per un progetto sempre legato all’opera lirica. Ci saranno anche 8 artisti provenienti da Gerusalemme proprio per questo interscambio culturale tra popoli. In anteprima Ribis ci svela che per un progetto legato ad un importante Tour Operator, è in cantiere un’opera lirica che porterà appositamente diversi turisti esteri nella nostra regione attraverso un viaggio organizzato appositamente per assistere all’opera creata.
Dopo questo lungo monologo, di cui si rende conto anche lo stesso Ribis, e i ringraziamenti anche ai proprietari del Castello di Spessa e a tutti coloro che hanno reso possibile rappresentare gli spettacoli in luoghi veramente unici, passa la parola al regista/costumista/scenografo dell’Elisir d’Amore Enzo Iorio. L’opera che verrà rappresentata al Castello di Spessa il 12 luglio viene descritta dall’importante regista, con poche e semplici parole spiegando l’ispirazione che ha dato vita alla sua rivisitazione. La visione di una celebre opera cinematografica “Riso Amaro” ha dato vita ad una sua fusione con l’opera del Maestro Doninzetti in una formula nuova, eccentrica, appassionata e al contempo rispettosa e concentrata sulla vita contadina, punto cardine della sua reinterpretazione, vista anche la location nella quale si svolgerà l’opera. Si è dichiarato impressionato dalla capacità espressiva dei giovani attori con i quali ormai gioca sul palcoscenico in un modo completo. Il palco diventa parte del luogo che a sua volta diventa parte dello spettacolo.
È la volta di Omer Arieli che esordisce con un cameo sul congiuntivo italiano che ha ben imparato avendo vissuto a Firenze per diverso tempo
Ricorda l’esperienza condivisa con l’ideatore Ribis, realizzata nella città antica di Gerusalemme definendola un’idea geniale. Israele sta proponendo la cultura italiana da tempo e non si fa alcun scrupolo a definire questo Friuli Venezia Giulia uno spettacolo di regione.
La musica abbatte i muri, per questo al museo della sinagoga a Gorizia verrà cantato un brano in arabo, evento che la dice lunga sul potere della musica.
In chiusura Ribis ricorda che il progetto riguarda non solo le rappresentazioni/produzioni ma anche la formazione di giovani organizzatori di eventi. Quest’anno l’emiliana Giulia Cheta, che nel nome porta un pezzo di Friuli, sarà protagonista in questa veste.

Appuntamento quindi con la Musica lirica, le idee creative, la Gioia dell’incontro e della visione di tanti splendidi luoghi in questo Piccolo OperaFestival FVG da non perdere.

Per saperne di più vi invitiamo a visitate www.piccolofestival.org

© Massimo Cum per instArt